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Gireremo lo stivale: Bergamo
3 Febbraio 2010 - © Riproduzione Riservata  - Giuseppe Balenzano 
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altCapoluogo di provincia della regione Lombardia, a 259 m. sul mare, Bergamo conta circa 119.000 abitanti.
Particolare della città è l’essere posizionata su 2 piani:
Bergamo alta (che conserva la parte antica) e Bergamo bassa (più moderna).

STORIA

Antichi abitatori furono i galli cenomani della stirpe degli orobi (ovvero genti della montagna), cui si deve, probabilmente il nome della città (infatti Berg-hem vuol dire casa sul monte).
La divisione della città, risalente – probabilmente – al periodo longobardo, comportò anche la divisione dei ruoli: il potere vescovile prima, comunale poi, nella parte alta, mentre i commerci si svolgevano nella parte bassa.
La famiglia più importante che detenette il potere a Bergamo fu quella dei Visconti (circa un secolo). A loro venne tolto da Venezia che respinse la risposta viscontea grazie alle imprese di Bartolomeo Colleoni (oltretutto bergamasco in servizio ai veneti).
L’amministrazione veneziana apportò delle modifiche alla struttura urbana della città: vennero infatti costruite le “muraine”, ovvero cinte murarie che proteggevano sia il colle che i quartieri in piano, e soprattutto i bastioni intorno alla città alta. Queste mura contribuirono a separare la città e, conseguentemente, le classi sociali.
Venne quindi occupata dai francesi prima e dagli spagnoli poi che la avviarono al declino, complici epidemie e carestie, fino al 1629-1630 quando fu minata dalla peste.
Nel secolo successivo, con la ripresa dei commerci, venne deciso l’apertura del quartiere fieristico grazie allo sviluppo degli opifici.
L’800 la vede annettersi alla Repubblica Cisalpina prima e al Regno Lombardo-Veneto poi. Partecipò attivamente ai moti risorgimentali segnalandosi come il comune che inviò il maggior numero di volontari alla spedizione di Garibaldi.
Nel XIX secolo vennero abbattute le mura quattrocentesche ed il complesso fieristico riedificando il centro della città.
Il resto è storia dei nostri giorni.

MANIFESTAZIONI

Mercantico – mercato di antiquariato e collezionismo (3^ domenica di ogni mese);
Festival pianistico internazionale (aprile-maggio);
Bergamo film meeting (luglio);
Festival internazionale del folklore (agosto);
Festival “Donizetti e il suo tempo” (settembre-novembre).

GASTRONOMIA

Da assaggiare: polenta con uccelli oppure con burro e formaggio (“polenta taragna”) oppure con le salsicce (codeghì); “canonsei” (ovvero ravioloni al burro); il “polsetto” di vitello bollito.
I vini tipici di questa terra sono il “Franciacorta”, lo “Scanzo o “Moscato di Scanzo”, “Valcalepio bianco”, da uve Pinot bianche e grigie, e il “Valcalepio rosso”, da uve Merlot e Cabernet sauvignon.

COSA VISITARE

altRocca (nella foto a sinistra). A ridosso di Bergamo alta, si può ammirare il panorama sulla città, sulla pianura e sulle Prealpi. Al suo interno c’è il Museo del Risorgimento e della Resistenza.
Piazza Vecchia, ovvero il centro monumentale della Bergamo alta. Realizzata sul finire del 1400, è adornata da una fontana del 1700. Nella piazza si può ammirare il Palazzo della Ragione con una grande loggia al piano terra, un balcone cinquecentesco e, sopra, il leone di S. Marco che ricorda il dominio veneziano.
La Chiesa di Santa Maria Maggiore: complessa costruzione romanica della seconda metà del XII secolo, conserva importanti opere di Giovanni da Campione (portale e protiri).
altLa Cappella Colleoni (a destra nell'immagine): venne fatta costruire appositamente per custodire la tomba di Bartolomeo Colleoni, capitano al servizio della Repubblica Veneta. All’interno affreschi del Tiepolo.
La Pinacoteca dell’Accademia Carrara: si trova nella parte bassa di Bergamo e conserva oltre 1.600 dipinti esposti al pubblico nelle 15 sale al secondo piano del palazzo. Vi sono, tra le tante, opere del Botticelli, Pisanello, Mantegna, Tiziano, Tintoretto, Raffaello e Canaletto.

LO STADIO

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Si chiama “Atleti Azzurri d’Italia”. Inaugurato nel 1928, si chiamava in origine “Brumana” in quanto dedicato alla memoria di Mario Brumana, martire fascista. L’attuale denominazione è una dedica ad un’associazione fondata nel 1948 dal marciatore sardo Franco Pretti.
Lo stadio lo si può trovare in Piazzale Goisis, 7.
Contiene 24.726 posti a sedere, misura m. 105x66.
Il settore ospiti prevede 1.555 posti.

COME ARRIVARE

In auto, da Piazza Moro a Bari fino a Piazzale Goisis a Bergamo (+ ritorno) sono 1.824 km.

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